Che vuol dire? Semplicemente sto cercando una femmina d'homo sapiens, quel mammifero volgarmente conosciuto come donna. Il punto è che sono estremamente esigente e ciò eleva automaticamente colei che venisse scelta al titolo Dea. E perché una Dea dovrebbe scegliere me considerando l'attuale presenza di circa 3 miliardi di altri maschi di homo sapiens sul pianeta? Questo lo vediamo dopo.
Per arrivare a questo obiettivo ho aperto questo blog come evoluzione personale dei siti di dating o come li volete chiamare tipo zooks, friendscout, meetic, twoo e aggiungetene voi quanti ne conoscete, la cui funzione è sempre la stessa: mettere insieme foto e informazioni di base (profili) di single o comunque gente alla ricerca di facce nuove per asciugar loro i portafogli offrendo servizi extra. Peccato che l'extra per alcuni siti sia persino l'invio di una semplicissima mail o una riga di chat. Ora i soliti fighi commenteranno: "Ma perché cercare online ciò che puoi trovare fuori casa per strada, oppure in un locale o anche al supermercato..." e via così. Carissimi fighi con tutte le risposte e sempre pronti ad affascinare pulzelle con le vostre belle faccette da schiaffi ecco qui sotto un breve elenco delle motivazioni che spingono parecchie persone, me compreso, ad utilizzare quei siti:
1- Certezza della disponibilità.
Ovvero tutte le persone che incontri fuori non hanno un cartello appeso al collo con su scritto "disponibile a nuove conoscenze". Ce ne sono tante a cui conoscerti non frega proprio nulla e anzi gli rovinesti la giornata. Prendiamo ad esempio una situazione banalissima e quotidiana come un uomo che vede una donna al supermercato: lei, con il cestino in mano, è fisicamente piacevole e ben curata ed è ferma davanti ad uno scaffale a fissare alcuni prodotti. Lui, single da un po' e annoiato dalle continue serate a base di precotti e tv, di sicuro non pensa "Caspita! Finalmente ho trovato la compagna della mia vita con la quale acquistare casa, sposarmi, fare tanti bambini e trascorrere una tranquilla vecchiaia mentre gioiamo delle lauree che la prole ci donerà". Più realmente penserà "Gnocca. Possibile amplesso." Del resto lo sappiamo che l'uomo ha un flusso cognitivo breve. Può anche fare strada, ma a piccoli passi. Come fosse una supercar col serbatoio piccolissimo: deve fermarsi spesso a riempirlo. Torniamo all'esempio. Lui, dopo questo primo vagito cerebrale, è conscio dell'inadeguatezza di un eventuale presa brutale della donna costringendola a 90 con la faccia in mezzo alle scatolette di tonno per approfittarsene ignominiosamente, pertanto elabora diversi pensieri (sempre brevi) in sequenza che recitano più o meno così: "Livello di trombabilità del soggetto elevato stop. Necessaria situazione intima stop. Verifica disponibilità soggetto stop. Ricerca eventuali segnali di divieto stop. Verifica fede stop. Dato non pervenuto: manica lunga copre parzialmente dito anulare sinistro stop. Attendere movimento del soggetto e procedere a nuovo esame stop. Soggetto in movimento: presente anello non nuziale stop". A questo punto il cervello maschile ha un'impasse, non tanto dovuto ai continui e frequenti impegni delle sinapsi, ma all'esito del primo esame effettuato al sogg... alla donna, scusate, ovvero ha un anello al dito. Questo cent'anni fa era un simbolo preciso, un semaforo chiarissimo ed inequivocabile: anello liscio = sposata, anello più leggero e magari un po' lavorato = fidanzata, niente anello = niente uomo. Oggi è diverso. C'è chi di anelli ne ha persino al naso ed è più single di chi ha comprato la Lada 111 e donne sposate che non indossano la fede per svariate ragioni. Pertanto il cervello si è bloccato a seguito dell'impossibilità di stabilire un esito certo. Dopo il riavvio eccolo allora prodigarsi in una nuova rapidissima sequenza di cogiti: "Il soggetto non classificabile rimane ficabile stop. Ricerco nuovi dati stop. Verifica visiva mutanda stop. Non presente sloggy stop. Probabile perizoma o assenza totale intimo stop. Positivo stop. Verifica trucco stop. Ben steso e presenza eyeliner stop. Positivo stop. Verifica scarpe stop. Tacco non alto, ma a spillo stop. Positivo stop. Verifica calze stop. 20/30 denari non coprente stop. Positivo stop. Verifica spesa nel cestello stop. Vasetto olive, porzione emmenthal confezionato, smalto per unghie, dischetti struccanti, minipanna per caffè stop. Non rilevata presenza prodotti per bambini e/o confezioni famiglia stop. Positivo stop". E già perché man mano che l'analisi visiva/comportamentale prosegue la lancetta mentale della disponibilità prende chiaramente una direzione e grazie proprio ad essa il cervello elabora se proporsi al soggetto o evitare l'approccio.
Seguendo costantemente la possibile preda l'uomo cacciatore e cerebro-limitato si dimentica dei precotti surgelati infilati nel proprio cestino che iniziano a scongelarsi. Ma la cosa non lo tange poiché finalmente la possibile partner è giunta in cassa. Accodatosi alla cassa affianco dietro ad una ragazza carina, ma decisamente sciatta (priva di trucco, con i capelli raccolti un po' a caso con un mollettone da parrucchiere, una specie di tuta/salopette larga e scarpe da ginnastica, che sta pagando un paio di maxi pacchi di patatine e popcorn e un dvd per bambini), il cacciatore coglie l'occasione di attaccar bottone appena lei lascia la cassa e si avvia verso l'uscita: si slaccia un paio di bottoni della camicia e sfoderando un sorriso da stregatto esclama: "Signorina, mi scusi, ma ho notato che ha comprato la panna e non il caffè: posso offrigliene uno?"
Questo neuroparto è podalico!!
Ma che c'entra?! Cioè tutti quelli che vanno al supermercato devono comprare una confezione di caffè? E' un obbligo legale? Ma che cavolo vuol dire?! Comunque è riuscito nel suo intento di farsi notare dalla donna la quale risponde garbatamente: "No, grazie. Il mio ragazzo mi aspetta fuori in auto. Siamo in ritardo che abbiamo ospiti a cena stasera e avevo dimenticato alcuni dettagli. Buonasera."
E il maschietto allupato rimane a bocca asciutta anche stasera e l'unica cosa bagnata che ottiene sono i surgelati grondanti nel sacchetto ormai da buttare.
A puro titolo informativo la ragazza carina e sciatta davanti a lui alla cassa era una ballerina di lap dance che si è appena mollata col suo ragazzo e stasera aveva promesso a sua sorella maggiore, madre di 3 pesti, di farle da babysitter. Lo avesse scritto sulla tuta magari...
2- Le affinità comportamentali e di pensiero.
Riprendiamo l'esempio appena citato e ipotizziamo un finale diverso: lei è effettivamente single e accetta volentieri di prendere un caffè con il maschietto. Si siedono al bar del centro commerciale dove il cameriere prontamente prende l'ordinazione. "2 caffè" dice lui semplicemente (come altro potrebbe?!). Lei interviene: "Scusi il mio lo faccia lungo in tazza calda con un velo di latte e senza zucchero, ma col dolcificante".
Cogito maschile: "Rompicazzo stop." E questo è solo il primo di un lungo elenco di incompatibilità che fanno capire all'uomo che sta perdendo solo un sacco di tempo, ad esempio: lei ama i cani e ha un chihuahua staccatimpani, lui ha un pesce rosso che galleggia a pancia in su da una settimana. Lei si dice uno spirito libero e ama viaggiare nel weekend per visitare qualche cittadina poco distante. Per lui il weekend vuol dire un pranzo decente dalla madre e il calcio. Lei ama lo yoga. Lui non mangia nemmeno lo yogurt. Lei appena fuori si accende una sigaretta, lui detesta il fumo.
Ovviamente lei non è interessata ad una ciulata saltuaria occasionale e pertanto lui non sa proprio cosa farsene di una piattola rompiballe così.
Quanto tempo perso!! Senza considerare il costo di caffè e surgelati...
3- Residenza.
Ipotizziamo compatibilità con l'approccio di cui sopra. Peccato che lei sia di Napoli di passaggio in questa città e quindi anche se vi piacete c'è un banalissimo problema logistico.
4- Plurivisione.
Nell'esempio sopra abbiamo visto come una ben curata sia poi risultata essere una casalinga in tiro per gli ospiti, mentre la sciattona era una valida possibilità una volta estrapolata dal contesto babysitting. Sui siti generalmente le persone pubblicano più foto in situazioni differenti e questo crea una sorta di visione amplificata che non si limita ad una sola occasione: a me capita di uscire sia in tuta che in cravatta, dipende dalle situazioni. Una foto può rivelare molti dettagli di una persona che magari incontrata una volta sola nell'occasione sbagliata può lasciare una brutta impressione.
5- Scelta.
Fuori puoi incontrare tanta gente di cui solo una piccola parte disponibile a conoscenze. On line puoi trovare anche persone che magari nel momento in cui tu eri alla ricerca in qualche dove loro erano da tutt'altra parte. Per strada non le avresti incontrate. Su internet si.
6- Comodità.
Lasciamo stare il supermercato. Andiamo in discoteca. E' più probabile che in un luogo del genere ci siano più donne single: difficile che le fidanzate ci vadano da sole. E invece è proprio così: ai maschietti di ballar la bachata non frega niente, non lo sanno fare, è una palla e poi quelle musiche son tutte uguali! E così le donzelle ci vanno accoppiate tra loro. La musica alta poi impedisce una normale conversazione e anche quello che si è impegnato andando ad un corso per farsi un po' notare puntualmente trova quel cazzone di sudamericano morto di fame cresciuto nelle favelas che chissà come mai è riuscito a trasferirsi in Italia e a diventare ballerino poiché là non ha mai fatto null'altro e tu con tutto il tuo impegno ti trovi di nuovo in disparte che non puoi nemmeno competere e se ci provi fai pure la figura da pirla. E paghi 50 euro per una coca. Almeno con quelli al super ci vai avanti una settimana!
Niente disco: approccio libero un sabato sera in centro città.
"Ciao ragazze! Sole in cerca di compagnia?"
"Che spavento!! Scusa sai, ma qui girano un sacco di accattoni e non si sa mai! Ci hai fatto prendere un fottone!"
"Ok, stabilito che non sono un accattone, vi va di far 4 chiacchiere in un locale?"
"No, guarda aspettiamo amici. Ciao."
Beh, riproviamo: quelle 2 stanno per scendere in metrò.
"Ciao! Serve un passaggio? Sono in macchina, io."
"Quale? Quella a cui stanno dando la multa?"
"Cazz...! Signor vigile! Ehi, capo! Un attimo! Sto arrivando!..."
E' una vigilessa. E pure carina!
"Senta sulla multa scriva bene il suo nome, sa non vorrei perderla di vista!"
"Io sto lavorando, non faccia lo stupido!"
"E io sto broccolando! Del resto mica lavorerà sempre, lei! A che ora termina il turno?"
"Appena mio marito, il comandante in capo, mi passa a prendere. Pensavo di fare solo un divieto di sosta, ma visto che è qua controlliamo anche libretto e patente: l'auto non è tanto nuova ed è giusto accertarsi che abbia passato la revisione."
"Ah... la... revisione..."
"Si, si, proprio la revisione! Vedo le gomme un po' lise..."
No al centro città. Proviamo in libreria! Ecco: una ragazza timida, che legge un romanzo d'amore... stavolta mostriamo il lato romantico e vediamo se lei è disposta ad aprirsi.
"Scusa il disturbo, ma ho visto che leggi proprio quel libro che avevo intenzione di acquistare. Mi daresti un tuo giudizio? Ho visto dall'indice che sono 30 capitoli e non vorrei fosse troppo prolisso."
"E perché oltre all'indice non ti leggi anche il mio medio?"
Alla faccia della timidezza...
Decisamente meglio internet!!
Tacciati i cialtroni chiacchieroni proseguo su questa evoluzione personale ovvero: perché dover pagare dei servizi quando un'ampia parte dei profili presenti nei siti sono finti o vecchi e non più attivi o trans o zoccole? (Beh, queste due ultime categorie in fondo van bene: c'è a chi piacciono!) L'idea quindi è stata quella di creare una pagina web, rintracciabile agilmente da una mia foto presente nei siti, dove offro maggiori dettagli su me, molto più di quanto possa fare all'interno dello spazio limitato offerto dai siti e senza che per questo chi voglia dare un'occhiata o mandare una email debba aprire un'ipoteca. La trasformazione in un blog in realtà è dovuta alla maggior facilità di creazione e gestione di quest'ultimo rispetto ad una pagina web, ma ciò non implica che io descriva tutti i miei eventuali tentativi, sappiatelo.
Finiti i preamboli ecco la classica struttura descrittiva del soggetto in questione (me) e di chi vado cercando (pigerrimamente e con la dovuta cautela). Ovviamente lungo il percorso capiterà di incontrare persone non compatibili in tutto, ma con le quali possa invece svilupparsi una piacevole amicizia, cosa da non sottovalutare mai: una serata tra amici passata a giocare a Risiko può essere ben divertente anche se non si scopa.
Nome: Danilo
Genere: uomo bianco/europeo (è proprio scritto così su non ricordo quale sito)
Corporatura: media (effettivamente sono leggerissimamente più abbondante della perfezione, ma con peso in diminuzione costante)
Età: 41 (ma sono molto immaturo per la mia età e quindi vado benissimo con le ventenni!)
Altezza: 1 e 69 (circa: mi piace il numero!)
Occhi: 2
Capelli: molti di più
Stato civile: separato
Figli: si, non conviventi (vuol dire che abitano colla madre, non che io li abbia abbandonati!! Sono un bravo papi!)
Titolo di studio: diploma (in realtà sono più avanti di molti dottori, a conferma che un titolo di studio non è garanzia di qualità neuronale)
Religione: ateo praticante
Reddito: troppo poco e forse meno.
Fumo: NO! ASSOLUTAMENTE NO! ODIO PROFONDAMENTE IL FUMO E I FUMATORI!!! RAUS RAUCHEN!!
Drink: non bevo alcolici, ma non mi danno fastidio i bevitori purché capaci di limitarsi
Residenza: tra Milano e Pavia
I tuoi difetti: non diciamo cazzate!
I tuoi pregi: la modestia.
Sei polemico? Assolutamente no! Odio i polemici! Non capisco come si faccia a perdere ore e ore nell'insistere a rompere le balle magari su cose marginali assolutamente ininfluenti ai fini sociali o lavorativi nonché affettivi e a protrarre certi sproloqui fino al suicidio dell'interlocutore causando così non solo una mancata risoluzione della sorgente della polemica, ma creando invece una sorta di barriera fatta di astio e incomprensione dalla quale l'unica caratteristica che emerge è l'assoluto egoismo del polemico che impedisce agli astanti di ottemperare serenamente al proprio ruolo per il solo suo godimento personale dello sfogarsi senza freni...
Squadra di calcio: non mi interessa il calcio. Veramente.
Musica preferita: sono etero-sonico.
Film preferito: ma ce ne sono troppi! Ma che domande!
Libro preferito: idem come sopra.
Cosa ti porteresti su un'isola deserta? Compagnia! (ripeto: che domande del...!)
Descrivi la tua compagna ideale:
Sexy, gnocca, tendenzialmente maiala con piccole perversioni quali ad esempio bondage e feticismi vari e che non pensi che il sesso sia solo un leggero supplemento quindicinale allo stare insieme. Capace di competere cerebralmente con me. Spiritosa al punto da risultare anche stronza. Colta abbastanza da sapere che Rita Levi non è la creatrice di un famoso marchio di jeans, stupida a sufficienza da cascare negli scherzi che le farei. Tanto coraggiosa da sopportare un uomo che si licenzia da un impiego senza prima averne trovato un altro. Paziente quanto basta per non scatenare una guerra col deficiente che le ha rubato il posto nella coda in posta; coscientemente tecnologica da far di tutto per evitare le code in posta. Spendacciona nell'acquistare ciò che le piace e parsimoniosa nel gestire con intelligenza il proprio denaro. Amante dei bambini senza essere pedofila. Attenta al proprio corpo e alla salute. Altruista e generosa, ma non con tutti. Gentile e disponibile senza essere servile. Bionda dentro (si perché anche una mora può essere bionda con una tinta, ma la biondosità è qualcosa di più profondo e intimo) e liscia fuori (no pelose!! Volessi il pelo mi prenderei un gatto e sarebbe più semplice, no?). Superba, altezzosa e smorfiosa quando si guarda allo specchio; umile, dolce e maliziosa quando mi guarda negli occhi. Attenta, ordinata e pignola, ma distratta e svampita se le capitasse di leggere una rivista di gossip dal dentista. Testarda finché non si convince a cambiare idea e rapidamente volubile quando le capita di arrabbiarsi. Conscia di essere assolutamente unica anche in una stanza con mille specchi.
Spesso si usa fare esempi di personaggi famosi per indicare una tipologia di persona la quale potrebbe rappresentare in parte ciò che ci piace. Ci provo!
Premessa: i commenti che seguono su famosi personaggi sono assolutamente miei personali e fondati solo su immagini e gossip giunti a me dai vari media. Non conosco personalmente nessuna delle citate, pertanto i giudizi sono aleatori e nulla hanno a che fare con la vita vera di queste persone.
Avete presente Belen Rodriguez? Ecco quella proprio è il tipo di donna che NON mi piace. La trovo insignificante, esageratamente zoccola, incapace di formulare un pensiero logico compiuto, di pessimi gusti (stava con Corona, no?) e dozzinale. Certo fisicamente sarà pure bella, ma l'impressione che sia solo una gran vacca da monta fuori e invece la sera in privato vada a letto coi mutandoni e il pigiama è molto presente. Negativa.
Marilyn Monroe. E' morta da più di 50 anni, era alta quanto un bonsai, ma mi piace tantissimo e rimane una splendida icona sexy. E questo non vuole dire che io sia necrofilo.
Vanessa Benelli Mosell. Splendida dea attuale. Gnocca fuori, ripiena di buon gusto, talento e di quella ingenua malizia che la rende ancora più attraente. Devo trovare il modo di propormi a lei.
La velina Melissa Satta: negativa. Bella e basta. Un involucro vuoto insipido e totalmente privo di personalità. Almeno Belen ha la personalità di una zoccola. Questa manco quella!
Elena Barolo. Doveroso passaggio, visto che ho parlato di una velina, eccone un'altra che invece mi piaceva eccome: coi suoi denti storti e i capelli ribelli emanava una sensualità allegra quando ballava sul palchetto di striscia. Poche riescono a fare altrettanto.
Jaime King. Positiva! E' solo una donna carina, ma essendo bisessuale e avendo il piercing ai capezzoli offre un CV più che valido!!
Margherita Hack. Positiva. Cosa?! Eh, si! Sarà trisnonna e peggio conservata di Marilyn nonostante lei sia ancora in vita, ma quando la senti parlare, toscano a parte, capisci che meraviglia possa essere un bel cervello. Chiaramente da trapiantare in un altro corpo.
A questo punto le aspiranti dee avranno già compreso l'unicità e la particolarità della mia persona e quindi la risposta alla domanda iniziale "perché con me?" è già tra le righe. Usate la email per un primo contatto conoscitivo. Dopo un po' di chat magari ci si darà un appuntamento in un luogo pubblico, suggerisco il locale bar del commissariato di polizia che ci farà sentire più sicuri e poi, se ci dovesse essere un resto, verrà da sé.
Se non fosse abbastanza chiaro sono un maschio eterosessuale. Per favore travestiti, gay, professioniste del sesso a pagamento e venditori di qualunque cosa (quelli si infilano dappertutto!!!) non mi contattate: non sono interessato.
Godi degli attimi belli e fai passare in fretta quelli brutti, perché la vita non è un attimo solo, ma milioni di essi ed ognuno può essere diverso dal precedente o ugualmente splendido, l'importante è saperlo apprezzare.




